Impermeabile cinque stelle.

Una delle cose più interessanti, e allo stesso tempo tempo preoccupanti, tra quelle che Grillo è riuscito a instaurare nella mente dei suoi seguaci, è il meccanismo di difesa da qualunque opinione differente dal pensiero unico pentastellato.

Grillo e il suo staff, alla faccia della comunicazione diretta e dell’uno vale uno, comunicano unilateralmente. Lanciano un messaggio e non rispondono ad alcuna obiezione1. Perché non gli interessa e, soprattutto, perché non è necessario.
Basta andare in un post qualunque sulla bacheca fb o sul blog di grillo. Qualsiasi critica, pur argomentata, ha come unico effetto che colui che si è permesso di sollevare l’obiezione venga tacciato di essere un troll, magari pagato dai partiti. I “cani da guardia da bacheca” neanche si preoccupano di rispondere nel merito dell’argomento in questione. Se dissenti da Beppe sei in malafede e con te non c’è margine di discussione. Convincere che ogni messaggio contrario a quelli del capo arrivi da qualcuno che non deve essere ascoltato è un collante fortissimo, tra quelli al centro del consenso grillino. Supporre che l’altro sia mandato da qualcuno (o non informato2, o che argomenti falsamente per un tornaconto diretto), e quindi non si debba prestare criticità alle sue argomentazioni, ha come immediata conseguenza quella di non misurarsi con la propria (eventuale3) insufficienza. Con la propria e con quella – ad esempio – del programma a cinque stelle.

La conseguenza a lungo termine dell’atteggiamento per cui chiunque non si adegui al “verbo” (sono loro a chiamarlo così) sia da considerarsi un nemico, proprio e del bene comune, ha invece sfumature più sinistre.

Ovviamente lo stesso meccanismo è in atto nei confronti dei giornali: non importa che un argomento sia trattato in maniera più o meno scientifica, che si tratti di meri dati o addirittura di un’intervista. Se a pubblicarla è il giornale X, considerato voce del partito Y, ciò che c’è scritto non è vero, è creato ad arte per screditare il MoVimento, quindi non è necessario leggerlo (figuratevi verificarne la veridicità). Se il giornale citato non è considerato vicino ad alcun partito, allora è servo dei partiti in generale, perché teme il taglio dei finanziamenti pubblici. Emblematico di quanto il “verbo” proliferi nella disinformazione della audience 5 stelle è il fatto che la stessa accusa venga continuamente ripetuta anche nei commenti ad articoli critici – o che semplicemente presentano dati che smentiscono le cazzate di Grillo – divulgati da testate online che non ricevono finanziamento pubblico.

C’è poi da chiedersi, considerando che ogni opinione contraria a quella di Grillo viene pavlovianamente indicata dalla base come espressione di un esterno, qualora la fantomatica piattaforma tramite cui la base dovrebbe votare sui provvedimenti venisse realizzata, con quanta facilità Grillo e Casaleggio potrebbero decidere di annullare una votazione contraria alle loro aspettative attribuendo il risultato a hacker o infiltrati.
Si tratta comunque di una possibilità piuttosto remota: altra conseguenza della leadership carismatica di Grillo, della sua parvenza di infallibilità, è l’evidente possibilità da parte sua di orientare l’opinione della base sui singoli temi.

Tutto ciò mette inoltre in luce una delle principali falsità della comunicazione grillina. Tra i mantra ripetuti continuamente c’è quello per cui il MoVimento sarebbe un mezzo atto a “rimettere la politica nelle mani dei cittadini”. Ebbene, se chi non è d’accordo con le linee guida del duo Grillo-Casaleggio non può esprimersi liberamente nelle votazioni e senza che le sue opinioni siano svilite e declassate a infiltrazione, ciò significa che lo status di “cittadino” è riconosciuto solo a chi accetta, più o meno esplicitamente, l’autorità dei due capi. L’opinione di chi non vota Cinque Stelle non ha pari dignità rispetto a quella di chi lo fa.
Qualcuno potrebbe dire che non è così, che semplicemente il MoVimento rappresenta i propri elettori (e i loro presunti interessi) e non, a dispetto di quanto sbandierato, i cittadini. Ma andiamo, non è mica un partito.

[1] Nè ad alcuna proposta. I commenti, positivi o negativi, sono semplicemente ignorati.
[2] Sì, anche a me vedere scrivere “INFORMATI!” da gente che snobba i giornalisti ma ritiene attendibili Messora e i video/siti complottisti è una cosa che provoca un profondo disagio.
[3] Vabbè, “””””eventuale”””””.

3 responses to “Impermeabile cinque stelle.

  1. L’ha ribloggato su L'Opinione Politicae ha commentato:
    Add your thoughts here… (optional)

  2. L’ha ribloggato su Ilario D'Amato, journaliste ha commentato:
    «Sì, anche a me vedere scrivere “INFORMATI!” da gente che snobba i giornalisti ma ritiene attendibili Messora e i video/siti complottisti è una cosa che provoca un profondo disagio» (cit.)

  3. “Grillo è riuscito a instaurare nella mente dei suoi seguaci, è il meccanismo di difesa da qualunque opinione differente dal pensiero unico”

    E’ un strumento tipico delle sette e costituisce per l’adepto una forma di auto-proiezione narcisistica, nel ripristino di una purezza primigenia, volta all’instaurazione di una comunione ideale con la figura carismatica del guru (o “capo politico”).
    Sostanzialmente, è un processo alla base di ogni culto della personalità. Ed è tipico delle strutture totalitarie.

    “Qualsiasi critica, pur argomentata, ha come unico effetto che colui che si è permesso di sollevare l’obiezione venga tacciato di essere un troll, magari pagato dai partiti.”

    Rientra negli aspetti fondamentali di ciò che Umberto Eco chiama Ur-fascismo: l’ossessione del complotto; la caccia all’intruso; l’assolutizzazione del consenso. Poiché, per “l’ur-fascismo, il disaccordo è tradimento”.

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