Tecniche di sopravvivenza al pranzo pasquale

I pranzi controvoglia con i parenti sono prove cui siamo sottoposti più o meno tutti, e trovano le loro massime espressioni in occasione di Natale e Pasqua. Superata la fase, comune a molti, della ribellione adolescenziale durante la quale si cercavano escamotage per evitarli, subentra generalmente una sorta di rassegnazione dettata dall’accettazione del proprio ruolo di adulti e dal fatto che abbuffarsi come troie in una gangbang, specie se il menù è diverso da quello di una gangbang, piace un po’ a tutti.

Perché si possa quindi superare nel migliore dei modi il pranzo pasquale – per vicinanza temporale prendiamo in esame quello – ho elaborato alcune tecniche.

Tecnica Prime Uve
Quante volte avete detto, senza magari poi tener fede al vostro proposito “stasera non bevo, domani ho i parenti”? Non bere? Nulla di più sbagliato. Certo, andare a letto presto e in condizioni accettabili significa svegliarsi per tempo e non doversi trascinare a tavola annaspando penosamente, ma taglia alcuni vantaggi da non sottovalutare.
Innanzitutto la sofferenza vi porta a mantenervi concentrati sull’obiettivo secondario, cioè mangiare senza ubriacarsi, cosa che potrebbe portarvi ad atteggiamenti troppo brillanti di cui vi pentireste al prossimo incontro con i parenti, e su quello primario, uscirne vivi e in tempi non biblici. Non va tralasciato neanche il mal di testa da hangover, capace di macinare tutta la merda che vorreste evitare (lo zio neogrillino, la cugina che si sposa e quella vegana che caga il cazzo per via dell’agnello, i bambini che frantumano il cazzo e così via) in un unico – seppur fastidioso – indistinto e lontano brusio. Inoltre un colorito tra il beige e il ‘ghiaia’ vi offre la possibilità di giustificare con “sto poco bene” il vostro mutismo e un’eventuale fuga prima del tempo. Sapete che qualche zio proverà a venire a vedere il vostro bluff con “fatto tardi ieri sera, eh?”, ma voi mentite sfacciatamente e dite di esservi addormentati alle 11.
Se non ve la sentite di mentire, addormentatevi davvero alle 11 (ma di mattina) dopo esservi impasticcati a qualche after.

Tecnica Kossiga
Da usarsi specialmente se non temete per la vostra reputazione presso i parenti o se la casa in cui ci si è riuniti è la vostra e non vedete l’ora di liberarla.
L’obiettivo è creare tensione sociale. Intromettetevi in qualunque discorso con la delicatezza di un’entrata di Materazzi: trattate lo zio grillino come un essere inferiore geneticamente, la cugina vegana come un’illusa idealista (mentre vi riempite le fauci di gustosissimo agnello) e liquidate velocemente quella che si sposa con considerazioni sprezzanti sull’inattualità e l’inutilità del matrimonio, non disdegnando aneddoti su matrimoni finiti malissimo e tradimenti. Se qualcuno, per allentare la tensione, prova a portare il discorso su argomentazioni più facete, zittite la tavolata intera con “smettiamola di parlare di queste cretinate”.
Anche vostra madre non vedrà l’ora di andarsene, ma verrete bollati come la testa di cazzo che effettivamente siete.
Per questo esiste la ‘variante servizi segreti’, ma richiede maggiore concentrazione e un discreto allenamento nei bar del circondario (dai quali, se scoperti, verrete allontanati a bottigliate). La finalità è la stessa ma la tecnica è più raffinata: si tratta sostanzialmente di mettere i parenti l’uno contro l’altro, senza che questi se ne accorgano. I campioni di questa tecnica, con l’aiuto di poche frasette buttate lì come fossero neutrali e superpartes, possono godersi le discussioni che si fanno più accese mentre degustano i cappelletti in brodo, e sorseggiare un amaro, senza che tra questi due momenti intercorrano tre o quattro ore, facendo magari anche la figura dei pacieri. Se siete attori consumati potete anche salutare con aria paternalistica e dispiaciuta i parenti che se ne vanno frettolosamente, invitandoli alla pace in nome dell’unione familiare.

Tecnica Vic Mackey
Si tratta di creare imbarazzo e rabbia all’interno di uno o più nuclei familiari piazzando prove che ne sputtanino almeno uno dei componenti, in modo che questi accelerino il ritorno a casa per chiarire la questione. Dalla classica macchia di rossetto sulla camicia di uno zio, a indizi su un flirt tra cuginetti. Non esagerate: il vibratore nella borsa della nonna o fotomontaggi che attestino la passione di vostro padre per il sesso interspecie sono un pochino troppo, e potrebbero sfuggirvi di mano le conseguenze. Specie se vostro padre si mette a piangere e confessa tutto.
Consigliatissimo: con una spesa vicina ai 10 euro potete piazzare un paio di grammi di fumo scadente addosso al cugino quattordicenne che vi sta sul cazzo.

In casi estremi
Tecnica MacGyver
Congelate un uovo di Pasqua. Appena i parenti si siedono rompetelo con un martello. Usando i pezzi di cioccolato più acuminati sgozzate i parenti.
Mangiate il cioccolato.

One response to “Tecniche di sopravvivenza al pranzo pasquale

  1. difficile trovare persone competenti su questo argomento, ma sembra che voi sappiate di cosa state parlando! Grazie

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