Monthly Archives: April 2013

Ha coppe.

Una delle cose meravigliose dell’insonnia è che, se ti addormenti prima della mezzanotte, alle 3 del mattino puoi imbatterti, mentre mangi un panino raffermo di McDonalds avanzato dalla sera prima, in immagini tipo queste

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e rivalutare il panino.

L’immagine, al momento in cui la vedo io, nel post che ha avuto più feedback, vanta 510 mi piace ma ben 3439 condivisioni. Calcolando per difetto 2 like per ogni condivisone e sgrammando quanti l’hanno postata solo per deriderla, le persone che hanno preso sul serio ‘sta cosa possono essere calcolate approssimativamente in “un mare di idioti”.

Approfondisco e scopro che l’immagine proviene dal gruppo “Questa è L ‘ Italia”, scritto così, e allora inizio quasi a convincermi della sua bontà, perché effettivamente questa è l’Italia: un paese incapace di usare correttamente gli spazi in presenza di punteggiatura.

Poi vedo questa:

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Si tratta dell’immagine di copertina del gruppo. Inizio anche io a indignarmi, a provare repulsione nei confronti dei politici. Mi chiedo: perché nessuno dei ‘partiti che votiamo da 20 anni’™ ha fatto qualcosa affinché chiunque venga sorpreso a realizzare questo tipo di obbrobri grafici sia condannato a una pena detentiva tra i 5 e gli 8 anni?
L’utilizzo della maschera di V per Vendetta si potrebbe ormai considerare un’aggravante.

Addentrandomi negli angoli oscuri rappresentati dai “mi piace” della pagina, oltre all’esistenza di pagine regionali di “Questa è L ‘ Italia”, scopro, con una sorpresa pari a quella di chi aprendo un barattolo di mais ci trova dentro del mais, che i riferimenti “””culturali””” sono vari e incoerenti. Si va dall’immancabile Marco Travaglio a un incolpevole Massimo Troisi, dal Movimento dei Forconi a Indignados Italia, si passa per i caps lock di “DONNE COMUNISTE SENZA PAURA”, “E ADESSO CI SIAMO PROPRIO ROTTI” e – brrr – “ONORE E RISPETTO” per giungere fino a “Lo Zoo di 105” e “Colpisci e buttami a terra,ma appena mi rialzo,inizia a scappare;” (testuale).

Collante del tutto, ovviamente, il padre della rivoluzione di plastica, il che guevara (minuscolo) dell’italiano medio, nel senso di mediocre: Beppe Grillo.

Si tratta ovviamente solo di una pagina facebook, e neanche delle più seguite, ma mi sembra una perfetta sintesi di quel che sono questo tipo di “rivoluzionari”. Sono il nulla elevato a qualcosa, sono quelli che sbraitano al bar e finiscono a picchiarsi per argomenti di cui non sanno nulla, sono coloro che hanno bisogno che qualcuno gli dia soluzioni e slogan di cui riempirsi la bocca senza neanche aver centrato la natura dei problemi che vorrebbero risolvere, sono quelli che credono a tutte le cazzate che leggono in rete, specie se scritte in stampatello maiuscolo su jpg a bassa definizione colorate da qualcuno che ha ‘epilessia’ in cima alla lista dei propri hobby.

E quando la cazzata è quella secondo cui Equitalia pignorerebbe cani e gatti, abbiamo l’esempio di quanto siano pericolosi grazie a CuccioloeScimmiettina Momo Tenerone:

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La cosa che non posso perdonare, a questi rivoluzionari 2.0, è l’aver irrimediabilmente associato sentimenti sacrosanti come l’insoddisfazione vers0 una classe politica insufficiente, l’indignazione verso la corruzione diffusa e la voglia di un reale cambiamento in adorazione personalistica e fede indiscriminata in un movimento reazionario.

Lo stesso Rodotà, fino a ieri additato a casta e super-pensionato, è di colpo diventato il miglior candidato possibile, a dimostrazione che il leader può dire tutto e il contrario di tutto. Se prima il suo nome circolava solo nell’ambiente di sinistra – io stesso me lo auguro da anni come PDR e sono il primo a criticare il pd per quanto successo – le misteriose quirinarie grilline lo hanno fatto diventare, dopo il rifiuto della Gabanelli e Strada, il candidato che non si poteva non votare, a costo di non fare eleggere nessuno dei nomi nella lista (cosa che rende ancora più evidente quanto si trattasse di un calcolo politico nella peggiore definizione del termine, come sempre). Ciò apparirebbe ancora più ridicolo se venisse confermato che il terzo posto di Rodotà è stato ottenuto con poco più di 200 voti e immaginando di conseguenza quale potesse essere la differenza con i voti ricevuti da Prodi, giunto nono.

Domenica, mentre la già precaria credibilità del PD si logorava ulteriormente sotto il peso delle proprie spaccature interne ed erano proprio gli elettori di centrosinistra a incazzarsi, il comico-fascistello cui questi “””rivoluzionari””” consegnerebbero per acclamazione il paese se fossero davvero in grado di farla, la rivoluzione, parlava di “golpe” ed evocava la piazza, salvo poi fare una mezza retromarcia. A parte che l’unico golpe (bianco) verificatosi recentemente in Italia è probabilmente la corruzione che ha determinato la caduta del governo Prodi, mettere la rivoluzione in mano a questa gente significherebbe sostituire un sistema senz’altro malato con uno peggiore, fatto di impreparazione, leaderismo, rifiuto della scienza e basato sull’errata convinzione che tutti abbiano il diritto di esprimersi su qualunque cosa o, almeno, sul far credere che sia così.

Per capirci, se i vecchi partiti fossero l’ex marito che dimenticava il vostro anniversario e non ti dava attenzioni, Beppe Grillo sarebbe il tuo nuovo ragazzo che ti picchia e poi ti vende un dvd in cui ti insegna a non ripararti il volto con le braccia quando ti prende a pugni.

Ma mi raccomando, il 21 Giugno tutti a fare la rivoluzione.
“Chi lo desidera porti pure il bastone”.

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Tnx to mrs. free

Dopo aver passato la notte e la mattinata a fare sesso selvaggio, lunedì, ho visto bene di passare il pomeriggio a dormire, anche perché in serata mi aspettava uno degli ultimi turni del campionato Sfigatissimi di calcio a undici, cui partecipo in qualità di catarroso centrocampista.
Ora qualcuno forse si chiederà “lavorare niente?” mentre altri si staranno interrogando sulla veridicità delle mie doti di amatore. Se ai primi rispondo cordialmente “fatevi i cazzi vostri”, coi secondi devo ammettere che quando dico “sesso selvaggio” intendo “giocare a candy crush saga piangendo al buio e poi andare a prendere mia madre per portarla al pronto soccorso per via di una colica”. Questo tourbillon di emozioni e sudore – più nel piumone che in campo, a dirla tutta – mi ha tenuto lontano da internet e dalla cronaca, così ho appreso soltanto ieri pomeriggio i due fatti drammatici che hanno costituito le notizie di punta durante la mia “assenza”: mi riferisco ovviamente al terremoto in Iran e all’attentato di Boston.

Ogni volta che accadono due fatti del genere c’è qualcuno che accusa i media di non dare uguale (o comunque proporzionata) rilevanza alle due notizie, tacciando i giornali di ipocrisia ed etnocentrismo. Certamente una dinamica che si è verificata, nel corso di anni, ma non in questo caso, almeno secondo me.
Le notizie vengono selezionate e pesate sulla base di regole, dette news values, forse non etiche ma senz’altro razionali, che ne definiscono la notiziabilità. Una semplificazione brutale di alcuni di questi criteri è quella secondo cui in un eventuale disastro una vittima europea equivarrebbe a 28 cinesi, così come 1 minatore gallese equivarrebbe a 50 pakistani. Si tratta però appunto di una semplificazione, che così esposta darebbe adito a facili accuse di razzismo ed etnocentrismo, mentre a determinare le proporzioni sono altri fattori, altre values (è bene sottolinearlo, correlate e agenti l’una sull’altra), legate principalmente a quello che è l’interesse del pubblico nel leggere una notizia, alla gerarchia e alla vicinanza dei soggetti interessati (la vicinanza culturale è spesso preminente su quella geografica) e agli esiti futuri che la notizia potrebbe determinare.

Trovo quindi razionale il comportamento dei media, meno quello di chi corre alla propria bacheca facebook per mostrare al mondo quanto sia sensibile, ma solo – in questo caso – con la propria sensibilità a stelle e strisce, perché ok che i media influenzano la audience, ma le due cazzo di notizie le abbiamo lette o ascoltate tutti. Sinceramente credo sia più genuino il dolore di quelli che quando accade una tragedia vorrebbero fare la battutona brillante e – cazzo – non gli viene.

Tanta ipocrisia l’ha descritta benissimo Chiara:

3 morti a boston, ducentomilamilioni di post con preghiere e sentimenti di vicinanza e siamo tutti americani. Terremoto del porco demonio in Iran, con un bilancio di vittime che potrebbe essere pazzesco e, vabbè, niente, chi cazzo vuole essere iraniano.

La scusa peggiore che ho letto era tipo “ma perché quello che è accaduto negli Stati Uniti è stato fatto da delle persone, mentre quel che è successo in Iran è dipeso dalla natura”.
A parte che se state a pregare per i morti la colpa la potete dare a Dio e fargli sapere che è una testa di cazzo, l’unico modo per dimostrare con esattezza quanto quella scusa sia una stronzata è la contemporaneità in tempi brevi di un attentato in Iran e di un bel terremoto negli Stati Uniti.
Non so voi, ma io ci tengo a dimostrare le mie teorie, quindi sto pregando Dio affinché organizzi il tutto per l’inizio della settimana prossima.

Più dettagli! #1

“Più dettagli”, la rubrica dei fatti di cui non frega un cazzo a nessuno.

Ieri pomeriggio ho lasciato che alcune parole che si concludono con la a accentata, tra le quali eterosessualità e dignità, uscissero dalla mia vita sbattendo la porta. Ovvero: nel giro di poche ore sono andato in palestra e ad acquistare una sigaretta elettronica. La sigaretta elettronica è abbastanza gustosa, pure troppo. Praticamente è così gustosa che dopo che ti fai una fumata hai voglia di una sigaretta. Comunque la fumo solo in casa quando non c’è nessuno presente, nemmeno il mio cane, per pudicizia. Se mi chiedessero “ti importa più di sembrare un coglione che della tua salute?” risponderei fumando eroina.
Comunque, la spesa complessiva da me sostenuta è stata di circa 110 euro; considerando il mio attuale stipendio, in proporzione, equivale all’acquisto di una villa nel centro di Roma da parte di uno che lavora in un call-center. D’altronde, ho pensato, non ci sono problemi economici che una guerra nucleare non possa risolvere.

In palestra mi sono divertito abbastanza. Sono andato insieme a due amici che già la frequentano. Quando siamo entrati uno di loro mi ha presentato a un armadietto rasato il quale ha preso a fissarmi. Credo stesse deducendo dal mio sguardo la pochezza della mia muscolatura. Poiché nessuno poteva farci una “leone” ho deciso di rompere la tensione presentandomi e mettendo subito in chiaro che soffro di mal di schiena e comunque voglio una scheda leggera e le gambe no grazie, non le faccio, gioco già a calcio. Uno dei primi esercizi è stato sollevare la scheda (due serie da quindici).