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Puttane a Piazza Farnese

Con la condanna in primo grado di Berlusconi a 7 anni (più l’interdizione dai pubblici uffici, yo) si conclude il primo capitolo di una delle tragicommedie più ridicole tra le tante che hanno intrattenuto questo paese negli ultimi anni.

Per fortuna a tenere alto il livello dell’imbarazzo ci pensa Giuliano Ferrara…
[continua su Tomaski]

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Brevi considerazioni sul fatto che c’è un cazzo da ridere.

A pochi giorni dalle elezioni, il clima nel paese è simile all’alito di Travaglio dopo un paio di giorni di rinuncia all’igiene orale: pesante e impregnato dalla puzza del cazzo di Grillo.
L’ex comico, essendo soltanto il portavoce (il megafono!) di un movimento di cittadini, ha deciso che non si faranno patti con nessuno.
L’obiettivo, a chiunque abbia mantenuto quel minimo di coscienza che ti permette di non chiederti se è il caso di ciucciare la matita in cabina elettorale, dovrebbe essere chiaro: costringere il pd a dover trovare un’intesa con una parte del pdl per la formazione di un governo di transizione, poi pasteggiare, al ritorno alle urne, col cadavere del centrosinistra.
Questa è l’idea di “bene del paese” che ha Beppe Grillo. Il resto sono cazzate.

Grillo inoltre si arroga il diritto di incontrare Napolitano. Mi sfugge a che titolo lo faccia: non ha la maggioranza né alla camera né al senato e, sorpresa, dopo il conteggio delle circoscrizioni estere, non è nemmeno più il primo partito alla Camera. Eppure si comporta come se toccasse a lui – a lui, non al suo movimento – guidare il Paese. 
Questa è, in parte, l’idea di democrazia che ha Grillo. In parte perché è anche molto peggio.

C’è stato un momento, lunedì pomeriggio, in cui le menti critiche che parlano del loro voto a Grillo come di un modo “per dare un segnale alla sinistra” sembrava stessero mandando questo messaggio usando come oggetto “Governo Berlusconi V”. Poi, forse, è andata ancora peggio.
Pensateci un attimo: se Grillo riuscisse a fare all’Italia un decimo del danno che ha fatto alla vostra Home di Facebook, saremmo comunque spacciati.
Chi sostiene il contrario è il tipo di persona che condivide obbrobri grafici nei quali si spiega che “loro hanno tornato indietro i soldi” e che non afferra l’ironia non troppo sottile di “Siamo la Gente, il Potere ci temono”.

Il fascismo è durato più di vent’anni, il berlusconismo è lì lì per raggiungerlo.
Sorprendetemi, per favore.