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Salvate il soldato cittadino™ Sibilia

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Carlo Sibilia del M5S, prima di entrare in Parlamento, si era già distinto per l’innovativa proposta sul matrimonio tra individui di specie diversa purché consenzienti.
A una prima impressione mandare uno così in Parlamento poteva sembrare una cazzata da evitare. E se c’è una cosa che ho imparato dalle Fail Compilation e della nascita dell’Idv è che quando una cosa appare una cazzata da evitare alla prima impressione, probabilmente è una cazzata da evitare e basta.

Ma poiché la storia spesso se ne frega del buonsenso e (sorprendentemente) anche della mia opinione, Sibilia è divenuto Parlamentare della Repubblica ed ha anche conquistato relativa fama facendo ciò che evidentemente gli riesce meglio, cioè dire idiozie su vari temi: sul Governo, su Falcone e Borsellino, sulle regole della Costituzione, sul vecchio caro Signoraggio ecc..
È stato inoltre protagonista dell’imbarazzante gita alla “3 giorni di Bilderberg” insieme all’altro genio di Bernini (di cui ho già parlato), e forse per questo suo spirito di viaggiatore è stato recentemente spedito – ho scoperto la notizia districandomi faticosamente nel (già di per sé orribile) layout di beppegrillo.it, semi-nascosta tra la pubblicità di amicodentista.com e quella del Nuovo Milka Bubbly – in viaggio premio in India, a un “prestigioso” evento: The Economics of Happiness conference and gathering 2014.

The Economics of Happiness, da cui la conferenza prende il nome, è un documentario di 67 minuti di superficiale retorica propagandistica no global, colpevolmente priva dei dati e degli approfondimenti di cui un argomento di tale portata necessiterebbe, con l’aggravante di mostrare, in apertura, una citazione di Terzani.
Insomma, come spesso accade, una battaglia che si può ritenere giusta e nobile – per quanto confusa e forse utopica come il ritorno a un sistema sociale ed economico drasticamente più a misura d’uomo – è portata avanti attraverso un manifesto disonesto nella sua imprecisione e faziosità.
Ciò non ha impedito al documentario di fare incetta di ben 13 sconosciuti premi cinematografici verdi, nel 2011.

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Dei premi a parte li meriterebbe il trailer italiano, anche solo per il fatto di essere corredato dai commenti di Utenti dell’Internet™ (cosa che mi ha fatto venire in mente questa pagina), la cui autorevolezza è appunto provata dal fatto di possedere una connessione:

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o dall’aver buttato via anni di studio:

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Sibilia, stando a quanto si apprende dal post, è stato invitato alla conferenza da Helena Norberg-Hodge, co-autrice e produttrice del documentario. Trattasi di un evento importantissimo: è il sito ufficiale dell’evento a dirci che sono attese ben 1000 (mille) persone, cioè circa quelle che hanno assistito all’ultima partita casalinga del Delta Porto Tolle, in Lega Pro Seconda Divisione.

Sibilia non trova le parole.

“Forse non riuscirò mai a spiegarvi cosa sta succedendo e cosa sto provando da quando sono qui in India. Allora ho deciso di provare con le parole degli altri. Questo è Keibo Oiwa professore presso l’International Studies Department di Meiji Gakuin University. E’ anche un antropologo culturale, scrittore, attivista ambientale e public speaker. Fondatore dello Sloth Club, una ONG di ecologia e “Slow Life”. Ascoltate bene cosa mi ha detto. Guardatelo negli occhi mentre parla. E diffondete il messaggio. Non c’è niente da aggiungere.”

Dopo un’introduzione trita e ritrita, ma non per questo non condivisibile, sul male della frenesia odierna e del consumismo, con Oiwa si parla del M5S.

“Mi ha così ispirato Carlo! mi hai raccontato di questo movimento, avevo sentito qualcosa, ma ora è così chiaro! Ecco cosa sta succedendo nel mondo e vedo finalmente una vera speranza. Che parte dall’Italia. Ma sono sicuro che si diffonderà in tutto il mondo!”

Mi hai così ispirato, Carlo.
Io credo, senza eufemismi, che se il sig. Iowa riuscisse a guardare con più distacco e serietà al fatto di essere stato ispirato da Sibilia Carlo, classe 1986, da Avellino, potrebbe fare una sola cosa giusta, di conseguenza: uccidersi.

C.: “Cosa ti ha impressionato di più?”
K.: “Che parla della VERITA’. Siamo in India ora e di questo parlava sempre Ghandi il Mahatma. Della verità. Dobbiamo riprenderci la verità! E’ molto semplice. Tutti, tutti hanno la VERITA’ dentro di loro. Siamo onesti, esprimiamo la verità. E questo è il MoVimento 5 Stelle.”

Parla della verità. E forse sono lacrime di emozione quelle che rigano il mio volto leggendo queste parole, così toccanti e così graficamente vicine ai link di TzeTze, la piattaforma informativa della Casaleggio Associati la cui caratteristica principale è “essere una merda da qualunque punto di vista”.

Iowa ha anche una richiesta:

“…per favore unitevi a noi in questo movimento per fermare la riattivazione dei reattori nucleari in Giappone.”

Carlo, la mente forse già proiettata al buffet del matrimonio tra una uomo e una talpa di Senkaku, non si fa pregare:

“Lo faremo di sicuro.”

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Aside

Tra gli avvenimenti di questa fase politica che ci aiuteranno un giorno a ricollocare “Dove andiamo a ballare stasera? Guida a 250 discoteche italiane.” di Gianni De Michelis nell’abusata categoria ‘sobrietà’, c’è la discussione mediatica in corso sulla figura di … Continue reading

La tragedia di un cittadino™ ridicolo

Si potrebbe pensare che, se il Movimento 5 Stelle avesse un minimo di decenza, il cittadino™ Paolo Bernini verrebbe tenuto al riparo da telecamere e soprattutto microfoni. Ci si aspetterebbe che, al momento della presentazione di un intervento di Bernini, qualcuno gli dicesse “purtroppo la scaletta degli interventi è piena” o “purtroppo quell’argomento lo sta già trattando qualcun altro” o “mettitelo nel culo il tuo intervento, Paolo”.

E invece no, perché Bernini ha un suo ruolo.

Una cosa che si sente dire spesso è che gli italiani sarebbero meglio di chi li rappresenta, ed è un’affermazione palesemente falsa. Un parlamento con un alto numero – non tutti – di cialtroni, evasori, opportunisti e delinquenti di vario genere sembrava lo specchio piuttosto fedele di un popolo con un alto numero – non tutti – di cialtroni, evasori, opportunisti e delinquenti di vario genere.
Era ancora inesatto. Quella parte di paese che possiamo identificare come “poveri rincoglioniti” non era degnamente rappresentata, quindi è nato il Movimento 5 Stelle e si è subito affermato sopra il 25%.
Ma i poveri rincoglioniti sono una gamma piuttosto ampia, in cima alla quale si erge statuaria la categoria dei complottisti (o complottari), i rincoglioniti che, non potendo uscire per paura dalle scie chimiche, se ne stanno in casa a farsi pigliare giustamente per il culo da Protesi di Complotto e a copiaincollare ai propri contatti facebook le cazzate che trovano su siti abbandonati dalla scienza ufficiale e dagli web-designer.

Poiché i requisiti necessari per votare sono grossomodo “essere stati in grado di respirare e nutrirsi per 18 anni consecutivi” è giusto che i complottari che hanno tagliato questo traguardo – sospetto che una buona parte di essi si sia strozzata col cibo a pochi passi dall’arrivo – abbiano il loro Paolo Bernini.
D’altronde l’abbiamo tutti un amico o un conoscente che crede ai chip sottopelle in grado di controllare il cervello, che ha iniziato a interessarsi di “politica” per colpa di vedendo quella puttanata di Zeitgeist e che sbandiera sicumera riguardo teorie cospirazioniste sull’11 settembre. Certo, poi il vostro amico/conoscente non fa il parlamentare né va a fare il coglione fuori dalla tre giorni del gruppo Bildeberg con quell’altro genio di Sibilia. E sapete perché? Perché ci va Bernini, che lo rappresenta. Se invece non conoscete nessuno così è perché probabilmente vi sarebbe toccato uno di quelli che si è strozzato col cibo e, fortunatamente, l’ha fatto prima che lo incontraste.

Video: nella cameretta in cui ha scoperto la politica e “venire nei calzini sporchi”, il cittadino™ Paolo Bernini illustra a un giornalista Rai come sia possibile, anche per una persona ipodotata, compiere azioni comuni, ad esempio impostare google come homepage o diventare parlamentare.

 

Impermeabile cinque stelle.

Una delle cose più interessanti, e allo stesso tempo tempo preoccupanti, tra quelle che Grillo è riuscito a instaurare nella mente dei suoi seguaci, è il meccanismo di difesa da qualunque opinione differente dal pensiero unico pentastellato.

Grillo e il suo staff, alla faccia della comunicazione diretta e dell’uno vale uno, comunicano unilateralmente. Lanciano un messaggio e non rispondono ad alcuna obiezione1. Perché non gli interessa e, soprattutto, perché non è necessario.
Basta andare in un post qualunque sulla bacheca fb o sul blog di grillo. Qualsiasi critica, pur argomentata, ha come unico effetto che colui che si è permesso di sollevare l’obiezione venga tacciato di essere un troll, magari pagato dai partiti. I “cani da guardia da bacheca” neanche si preoccupano di rispondere nel merito dell’argomento in questione. Se dissenti da Beppe sei in malafede e con te non c’è margine di discussione. Convincere che ogni messaggio contrario a quelli del capo arrivi da qualcuno che non deve essere ascoltato è un collante fortissimo, tra quelli al centro del consenso grillino. Supporre che l’altro sia mandato da qualcuno (o non informato2, o che argomenti falsamente per un tornaconto diretto), e quindi non si debba prestare criticità alle sue argomentazioni, ha come immediata conseguenza quella di non misurarsi con la propria (eventuale3) insufficienza. Con la propria e con quella – ad esempio – del programma a cinque stelle.

La conseguenza a lungo termine dell’atteggiamento per cui chiunque non si adegui al “verbo” (sono loro a chiamarlo così) sia da considerarsi un nemico, proprio e del bene comune, ha invece sfumature più sinistre.

Ovviamente lo stesso meccanismo è in atto nei confronti dei giornali: non importa che un argomento sia trattato in maniera più o meno scientifica, che si tratti di meri dati o addirittura di un’intervista. Se a pubblicarla è il giornale X, considerato voce del partito Y, ciò che c’è scritto non è vero, è creato ad arte per screditare il MoVimento, quindi non è necessario leggerlo (figuratevi verificarne la veridicità). Se il giornale citato non è considerato vicino ad alcun partito, allora è servo dei partiti in generale, perché teme il taglio dei finanziamenti pubblici. Emblematico di quanto il “verbo” proliferi nella disinformazione della audience 5 stelle è il fatto che la stessa accusa venga continuamente ripetuta anche nei commenti ad articoli critici – o che semplicemente presentano dati che smentiscono le cazzate di Grillo – divulgati da testate online che non ricevono finanziamento pubblico.

C’è poi da chiedersi, considerando che ogni opinione contraria a quella di Grillo viene pavlovianamente indicata dalla base come espressione di un esterno, qualora la fantomatica piattaforma tramite cui la base dovrebbe votare sui provvedimenti venisse realizzata, con quanta facilità Grillo e Casaleggio potrebbero decidere di annullare una votazione contraria alle loro aspettative attribuendo il risultato a hacker o infiltrati.
Si tratta comunque di una possibilità piuttosto remota: altra conseguenza della leadership carismatica di Grillo, della sua parvenza di infallibilità, è l’evidente possibilità da parte sua di orientare l’opinione della base sui singoli temi.

Tutto ciò mette inoltre in luce una delle principali falsità della comunicazione grillina. Tra i mantra ripetuti continuamente c’è quello per cui il MoVimento sarebbe un mezzo atto a “rimettere la politica nelle mani dei cittadini”. Ebbene, se chi non è d’accordo con le linee guida del duo Grillo-Casaleggio non può esprimersi liberamente nelle votazioni e senza che le sue opinioni siano svilite e declassate a infiltrazione, ciò significa che lo status di “cittadino” è riconosciuto solo a chi accetta, più o meno esplicitamente, l’autorità dei due capi. L’opinione di chi non vota Cinque Stelle non ha pari dignità rispetto a quella di chi lo fa.
Qualcuno potrebbe dire che non è così, che semplicemente il MoVimento rappresenta i propri elettori (e i loro presunti interessi) e non, a dispetto di quanto sbandierato, i cittadini. Ma andiamo, non è mica un partito.

[1] Nè ad alcuna proposta. I commenti, positivi o negativi, sono semplicemente ignorati.
[2] Sì, anche a me vedere scrivere “INFORMATI!” da gente che snobba i giornalisti ma ritiene attendibili Messora e i video/siti complottisti è una cosa che provoca un profondo disagio.
[3] Vabbè, “””””eventuale”””””.

Brevi considerazioni sul fatto che c’è un cazzo da ridere.

A pochi giorni dalle elezioni, il clima nel paese è simile all’alito di Travaglio dopo un paio di giorni di rinuncia all’igiene orale: pesante e impregnato dalla puzza del cazzo di Grillo.
L’ex comico, essendo soltanto il portavoce (il megafono!) di un movimento di cittadini, ha deciso che non si faranno patti con nessuno.
L’obiettivo, a chiunque abbia mantenuto quel minimo di coscienza che ti permette di non chiederti se è il caso di ciucciare la matita in cabina elettorale, dovrebbe essere chiaro: costringere il pd a dover trovare un’intesa con una parte del pdl per la formazione di un governo di transizione, poi pasteggiare, al ritorno alle urne, col cadavere del centrosinistra.
Questa è l’idea di “bene del paese” che ha Beppe Grillo. Il resto sono cazzate.

Grillo inoltre si arroga il diritto di incontrare Napolitano. Mi sfugge a che titolo lo faccia: non ha la maggioranza né alla camera né al senato e, sorpresa, dopo il conteggio delle circoscrizioni estere, non è nemmeno più il primo partito alla Camera. Eppure si comporta come se toccasse a lui – a lui, non al suo movimento – guidare il Paese. 
Questa è, in parte, l’idea di democrazia che ha Grillo. In parte perché è anche molto peggio.

C’è stato un momento, lunedì pomeriggio, in cui le menti critiche che parlano del loro voto a Grillo come di un modo “per dare un segnale alla sinistra” sembrava stessero mandando questo messaggio usando come oggetto “Governo Berlusconi V”. Poi, forse, è andata ancora peggio.
Pensateci un attimo: se Grillo riuscisse a fare all’Italia un decimo del danno che ha fatto alla vostra Home di Facebook, saremmo comunque spacciati.
Chi sostiene il contrario è il tipo di persona che condivide obbrobri grafici nei quali si spiega che “loro hanno tornato indietro i soldi” e che non afferra l’ironia non troppo sottile di “Siamo la Gente, il Potere ci temono”.

Il fascismo è durato più di vent’anni, il berlusconismo è lì lì per raggiungerlo.
Sorprendetemi, per favore.